Il primo, magnifico, elemento della Finlandia che nota subito chi come me vive in un paese di 60 milioni di abitanti, è lo spazio.
Anche a Helsinki, che racchiude un quinto di tutti gli abitanti di un paese grande come l’Italia: i viali sono ampi, lo stesso i marciapiedi, non c’è alcun rischio di intralciarsi anche quando ci camminano in molti.
Naturalmente, questo spazio si amplifica appena si esce dalla città e si guida lungo le autostrade (gratuite) o le statali. Ci si immerge in una continua distesa di abeti e betulle, in un verde perenne che si intreccia col blu profondo degli immancabili laghi: sono i panorami che Sibelius ha trasformato in musica e che sono ancora rimasti intatti. Non è possibile rimanerne indifferenti, già se si accosta l’auto accanto a un lago e si riescono ad ascoltare soltanto i suoni della natura.
Infatti il secondo, magnifico, elemento della Finlandia è il silenzio. Anche a Helsinki, nonostante il traffico, soprattutto di tram e autobus che passano davvero ogni minuto, c’è una quiete di fondo che trasforma una grande capitale in una delle città più leggere da gustare.
I finlandesi sono in pochi, hanno a disposizione un enorme spazio da vivere e lo sanno occupare, rispettando il silenzio altrui. Ciò non significa che non parlino, anzi. E, soprattutto in questo periodo, hanno le idee molto chiare su cosa preferire e cosa no.
In una nazione fatta di poche città e molti villaggi sparsi dentro un bosco infinito, è facile destare la curiosità locale se ci si ferma in qualunque negozietto di ristoro oppure nelle osterie lungo le strade che attraversano paesi di poche centinaia o migliaia di anime. Troverete persone informate che, in un inglese a volte stentato a volte invece fluente, dicono con chiarezza che hanno già provato cosa significa l’oppressione russa e non la vogliono provare nuovamente. Nonostante l’influenza russa sulla Finlandia, ben percepibile soprattutto nelle città di confine, che da sempre ospitano russi che qui hanno anche seconde case.
Però, ora è il momento di tenere la barra dritta. Nelle osterie di passaggio a Puumala o Ruokolahti come al palazzo presidenziale di Helsinki, sul cui secondo pennone ora sventola la bandiera ucraina accanto a quella nazionale.
Spazio e silenzio non fermano la voce della Finlandia e dei suoi abitanti, che non hanno bisogno di urlare, né di parlarsi gli uni sugli altri per farsi capire. Esattamente l’opposto di noi italiani, che viviamo in uno spazio esiguo e lo inquiniamo anche con l’acustica, siano i rumori che produciamo nelle città o quelli, ancora più dannosi, nei continui talk show.