Maree

Le maree sono un fenomeno naturale che amo. Non le puoi deturpare con l’intervento umano, ma le puoi soltanto prevedere. Non le puoi sfidare – o almeno, non è consigliabile farlo – ma le puoi soltanto attendere e ammirare. Come in Bretagna, dove grazie all’oceano e alla forma della Manica raggiungono la loro massima estensione.

Girare per i porticcioli di Erquy all’ora di pranzo o di Cancale al tramonto e fotografare scenari apocalittici, composti da barche ancorate sulla sabbia e inclinate di 45 gradi perché c’è bassa marea e l’acqua non arriva fino a lì, ma comparirà più tardi. Allo stesso modo, passeggiare lungo le stupende spiagge della costa di Granito rosa e “camminare sull’acqua” – come nel film di Eytan Fox – per un bagno nell’oceano che prima di arrivarti alle ginocchia ci vogliono centinaia di metri.

Quando invece c’è alta marea, l’acqua arriva di solito con grazia e gradualmente. Oppure, se sei a St-Malo, una delle cittadine più scenografiche ch’io abbia mai visto, nelle giornate di marea molto alta le onde si infrangono contro i bastioni, scatenando la curiosità di mezzo mondo che si dirige qui per fotografare il fenomeno.

Lo stupore di chiunque arriva in Bretagna o in Normandia è, come logico, la differenza del paesaggio nelle poche ore che separano la bassa marea da quella alta. Sempre a St-Malo, quando la marea è bassa puoi andare tranquillamente a piedi alle isolette di fronte alle mura. Una di queste, le Grand Bé, alla sua sommità ospita la tomba di René de Chateaubriand, il quale chiese e ottenne – non senza fatica – di essere sepolto lì, di fronte all’oceano, “per sentire nient’altro che il mare e il vento”. La ricchezza della semplicità.

E quando cammini verso quelle isole stai camminando su una sabbia umida e, in realtà, sei dentro il mare, che però in quel momento si è ritirato più avanti. E allora cammini in mezzo a vongole e altri tesori del mare attaccati alle rocce, e respiri l’odore intenso di alghe, e poi ti volti e vedi le mura di St-Malo e non puoi credere di essere dentro al mare che tornerà più tardi.

È necessario, ancora, meravigliarci per qualcosa di più grande di noi, che non possiamo sintetizzare in migliaia di reel o simulare al computer. La meraviglia delle maree in Bretagna è un esempio perfetto. Andateci e meravigliatevi.