A 79 anni, Caetano Veloso ancora ci stupisce con un nuovo, fantastico, disco.
Meu coco è fresco e moderno e si apre con un brano di denuncia – ma anche di speranza, sempre presente nello spirito di Veloso. Não vou deixar (non lascerò) è una critica aperta al populismo e al negazionismo di Bolsonaro: “Non lascerò che tu faccia casino con la nostra storia” perché “io so cantare, e conosco altri che lo fanno meglio”. E avanti così, con quell’ironia e quella presa in giro a cui Veloso ci ha abituato da più di mezzo secolo.
Per chi non lo sapesse, o per chi al Brasile associa soltanto il calcio, i tanga sulle spiagge e il trenino di capodanno Disco samba (che infatti non è opera di brasiliani, ma di un trio belga), Caetano Veloso iniziò da molto giovane a suonare e a essere voce fuori dal coro, fondando nel 1968 con Gilberto Gil il tropicalismo e subendo, per questo, un arresto dall’allora regime. Seguì un esilio a Londra, con Gil stesso, fino al 1971. Tutto ciò, e molto di più, è raccontato nel suo libro Verità tropicale, che è un ottimo punto di partenza per chi volesse scoprire qualcosa di più – e di meglio – di un gigante di 8 milioni di chilometri quadrati che ebbi la fortuna di visitare per due volte. La prima fu a Salvador, nella sua Bahia.
Vidi dal vivo Caetano Veloso, quando vivevo a Roma. Un concerto gratuito in piazza del Popolo. Era ormai una star internazionale, reduce dalla toccante Cuccuruccuccù paloma cantata nel cameo in Parla con lei di Almodòvar. Di lui, mi rimasero il magnetismo e la capacità comunicativa.
Tropicalia, nel 1968, fu un manifesto psichedelico che fece breccia nell’opinione pubblica brasiliana. Ora, a 79 anni, Caetano Veloso non perde la sua verve e la forza di provocare con un sorriso e una voce che il tempo non ha scalfito. Il grande Caetano è, a suo modo, un ragazzo dei Fridays for future. Ed è, da sempre, uomo di parola e musica, coraggio e saggezza. Lui canta “non lascerò” e nemmeno noi lo lasceremo. Per fortuna, la genetica dovrebbe essere dalla sua parte: sua madre, la mitica Dona Canô, se ne è andata a 105 anni.