Il belvedere decaduto

L’hotel Belvedere è una delle immagini simbolo del cinema – e non soltanto – da Goldfinger in poi, quando Sean Connery girò una scena del suo James Bond tra l’albergo e il passo della Furka. Svizzera profonda, confine tra cantone Uri e Vallese, una delle strade panoramiche più belle d’Europa e che tocca questo albergo che pare sospeso in mezzo a un tornante e con la vista sul ghiacciaio del Rodano, o meglio su ciò che ne rimane.

La foto dell’hotel Belvedere è su migliaia di pagine Instagram, compresa ora anche la mia, ed è anche la copertina del libro Accidentally Wes Anderson, idea geniale di raccolta di fotografie di paesaggi che potrebbero far parte di un film del regista.

Arrivarci, guidando lungo quei tornanti in piene Alpi, è un’emozione. Poi, però, ci si guarda intorno e si capiscono cose che non sono chiare guardando soltanto una foto .

L’hotel è chiuso da anni e in chiaro stato di abbandono. Esattamente come il ghiacciaio da cui nasce uno dei fiumi più importanti dell’Europa occidentale. A fianco, un parcheggio che nei fine settimana si riempie di auto, moto e autobus, venuti qui – come me – per osservare una meraviglia decaduta.

Le immagini, a volte, mentono. Basta attendere, con pazienza, che nessuno transiti et voilà, hai lo scatto della giornata. Ma quando cerchi dove possa essere il ghiacciaio da cui il belvedere prende il nome non lo trovi, vittima del cambiamento climatico, motivo per il quale anche l’hotel è stato chiuso, non essendo più il punto da cui osservare dalla propria finestra lo spettacolo di una lingua di ghiaccio. Ciò che rimane è un luogo di una indiscutibile bellezza, anche un po’ sinistra, certamente in sofferenza.

Gli svizzeri utilizzano il sistema dei referendum in modo frequente, chiamando a esprimersi le persone dei vari cantoni su molte tematiche e non per sfide muscolari – spesso perse – come accade da noi da almeno trent’anni. E così, recentemente hanno votato sì al referendum per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, promosso da scienziati e ambientalisti proprio per salvare i ghiacciai iconici della Svizzera, che si stanno riducendo drasticamente anno dopo anno. Chissà se basterà.