La bellezza dei numeri due

Domenica 11 luglio, prima del successo dell’Italia a Euro 2020, Matteo Berrettini ha perso con onore la finale di Wimbledon. Poco dopo la sua sconfitta, Ester Viola ha twittato “La bellezza dei numeri due”. Non posso che essere d’accordo con lei.

Ognuno può trovare un significato per questa frase, tra cui anche quello di un gioco linguistico riferito alla bellezza, oggettiva, di Berrettini.

Ma a parte ciò, domenica abbiamo visto sfiorare un’impresa storica da un tennista di grande talento, che ha dato il massimo contro un fenomeno che, come logico, lo aspettava al varco per non perdonargli nessun errore compiuto.

Domenica, Matteo Berrettini è stato un bellissimo numero due, anche nelle sue dichiarazioni, consapevole di aver fatto un grande torneo e che quello di ieri sia un punto di partenza. Non è soltanto fair play, non è soltanto saper perdere: è essere consapevoli di aver fatto del proprio meglio. Questo è già vincere.

Matteo Berrettini ha vinto la sua sfida, con una bellezza da numero due. Tanti ragazzini da ieri vorranno diventare come lui. Un esempio che non hanno invece dato i calciatori dell’Inghilterra, che dopo la sconfitta si sono subito tolti la medaglia d’argento e hanno lasciato il campo durante la premiazione dell’Italia: forse sapranno giocare, ma devono ancora imparare a vivere.