
Il 23 aprile 2005, vent’anni fa, il cofondatore di YouTube Jawed Karim pubblicò il primo video sulla piattaforma che rivoluzionò la creazione e la fruizione di contenuti online.
Il video, intitolato semplicemente Me at the zoo, è un filmato di 19 secondi girato da un amico di Karim, che lo riprende con alle spalle due elefanti dello zoo di San Diego, California. Un banalissimo video che dà il la a un qualcosa che in poco tempo sarebbe diventato un colosso.
Chiunque usa YouTube, se non da creator almeno per fruirne. Per dire, io – over 50 cresciuto con vinili, poi cd, poi iPod e così via, ascolto la tanta musica che mi piace ormai soltanto sul “tubo”. E sul canale YouTube della internet company per cui lavoro, pubblichiamo i video che realizziamo, ad esempio, per i nostri TG mensili o per i reportage nelle web agency, lanciandoli anche da LinkedIn.
YouTube, però, è anche un’esemplare storia di immigrazione.
Tre dei due fondatori, peraltro ex dipendenti di un’altra “cosuccia” che si chiama PayPal e che lasciarono per intraprendere l’avventura di YouTube, non sono di origine americana.
Steve Chen è nato a Taipei, Taiwan, ed emigrò in USA con la famiglia nel 1993, a 15 anni, dove studiò e incontrò all’università dell’Illinois Jawed Karim, nato addirittura in Germania Est da padre bengalese e madre tedesca. Karim, mamma e papà attraversarono il muro di Berlino ed entrarono in Germania Ovest nel 1981, per poi trasferirsi in USA nel 1992.
Per chi, come me, aveva 19 anni quando il muro di Berlino crollò ed ebbe la fortuna di vivere da giovane quel momento storico mondiale irripetibile, la storia di Karim significa molto. Soprattutto in un momento in cui, invece, muri e barriere stanno tornando con prepotenza. Senza comprendere che non si possono sigillare né separare le persone e la loro creatività.
YouTube da vent’anni fa esattamente l’opposto di ciò che fa un muro: invece di dividere, unisce, collegando mondi tra di loro distanti soltanto fisicamente. Proprio ciò che la famiglia di Jawed Karim ebbe il coraggio di fare, sfidando una barriera in apparenza impenetrabile.
