Nodi impossibili

Stamattina sono andato a girare per le bancarelle del mercatino di Busto Arsizio, provincia di Varese, anima profonda della Lega degli albori che è nata in queste zone, ora retta da un sindaco di FdI, arrivato al secondo mandato.

Tutto tranquillo, poca gente essendo fine luglio. Più persone a far colazione nei dehors dei bar che in giro per il mercatino.

Busto ha un bel centro e passeggiavo tra piazza S.Giovanni e le vie pedonali.

Ho incontrato un ragazzo di colore con il cappello in mano a chiedere l’elemosina, che salutava chi passava nel solito modo: “Buongiorno capo, buongiorno signora, buona domenica” e così via.

Una signora anziana gli ha messo nel cappello una moneta.

Poteva andare diversamente. Poteva andare che qualcuno decidesse di buttarlo a terra. Come è successo a Civitanova Marche.

Ci ho pensato. Forse, ci penserò ogni volta che incontrerò una situazione del genere, finché campo. Finché l’apparente serenità della provincia, anche ricca come nel caso del Varesotto, nasconde una polveriera pronta ad accendersi alla minima occasione.

Non stiamo andando verso tempi sereni. E, ciò che è peggio, non siamo ancora attrezzati per migliorarli. Come se fossimo avviluppati in nodi impossibili da sciogliere, almeno per ora.

(Thom Yorke, Impossible knots)